A tre chilometri dal seminario propedeutico di Kabinda, nascosto tra la vegetazione, c’è l’unico monastero di clausura dell’intera diocesi: il Monastero della Santissima Trinità delle Suore Clarisse. Da lì arriva l’acqua pulita per Don Eustachio. E da lì è nata una storia inaspettata di collaborazione e amicizia.
La Grande Paura Dell’acqua
Quando Don Eustachio è rientrato in Congo a settembre 2025, una delle preoccupazioni più grandi era l’acqua. A Kabinda l’acqua potabile non è garantita e, per chi ha donato un rene e ha bisogno di berne almeno due litri al giorno, questa non era una preoccupazione da poco.
La prima buona notizia è arrivata presto: al Seminario Maggiore San Paolo Sesto, a soli 500 metri dal seminario propedeutico, c’è un pozzo. L’acqua c’è, e Don Eustachio può andarla ad attingere quando ne ha bisogno.
Ma per l’acqua da bere serviva qualcosa di più sicuro. Ed è qui che sono entrate in scena le Clarisse.
Una Visita di Cortesia che Cambia Tutto
Poco dopo il suo arrivo, Don Eustachio è andato a salutare le Suore Clarisse. Non potevano uscire a incontrarlo, essendo monache di clausura, quindi è stato lui ad andare da loro. Durante la visita, le suore gli hanno chiesto delle difficoltà che stava incontrando.
Don Eustachio ha parlato dell’acqua. E le Clarisse hanno risposto con una notizia straordinaria: il loro pozzo non solo fornisce acqua ma ha anche un filtro. L’acqua filtrata è più sicura, più pulita, adatta al bere.
Le suore gli hanno offerto di venire ad attingere l’acqua da loro. All’inizio con cautela, 10 litri a settimana. Poi, man mano che il rapporto si è consolidato, senza limiti: Don Eustachio può prendere tutta l’acqua di cui ha bisogno.
“Ringrazio il Signore per queste due opportunità: il seminario maggiore per l’acqua, le Clarisse per l’acqua da bere.”
— Don Eustachio Ntambwe Makoyo
Tre Chilometri di Strada e un Legame che Cresce
Il monastero delle Clarisse si trova a circa tre chilometri dal seminario propedeutico. Non è vicino, ma non è nemmeno troppo lontano, considerando le distanze a cui Don Eustachio è abituato in Congo. E quella strada percorsa regolarmente ha fatto nascere qualcosa di inaspettato.
Le Clarisse di Kabinda sono in contatto con un altro monastero, quello delle Suore Clarisse di Assisi, in Italia. Una collaborazione importante, ma con un ostacolo: le suore congolesi parlano solo francese, quelle di Assisi solo italiano. La comunicazione tra i due monasteri era difficile, spesso impossibile.
Don Eustachio Insegna l’Italiano alle Suore
Le Clarisse di Kabinda hanno chiesto a Don Eustachio se poteva insegnare loro l’italiano e lui ha accettato volentieri. D’altronde, dopo 13 anni a Livorno, l’italiano lo parla benissimo.
Oggi Don Eustachio tiene lezioni di italiano alle monache di clausura di Kabinda, perché possano comunicare con le loro sorelle di Assisi. Un sacerdote congolese che insegna l’italiano in un monastero africano per collegare due comunità religiose: una storia che non potrebbe essere più bella.

Il Futuro dell’Acqua al Seminario Propedeutico
La soluzione attuale funziona, ma Don Eustachio guarda avanti. Il Seminario Maggiore ha offerto la possibilità di collegare i due seminari con una tubatura, portando l’acqua direttamente al propedeutico. I materiali necessari sono i tubi, un investimento contenuto ma ancora da realizzare.
C’è anche un’altra possibilità: qualcuno in Congo ha promesso di costruire un pozzo direttamente nel seminario propedeutico. Se questa promessa si realizzerà, il problema sarà risolto definitivamente. Altrimenti, la tubatura di collegamento rimane la soluzione più pratica e sostenibile.
Nel frattempo, ogni giorno Don Eustachio percorre quella strada verso il monastero delle Clarisse. Per l’acqua, certo. Ma anche per quella piccola comunità di donne di fede che, in silenzio e nella clausura, sono diventate una delle sue risorse più preziose a Kabinda.


